Buona la prima

La Manta Ray…
Koh Tao.
Con lo zio Monsone che oggi c’ha voglia di soffiare.
Il grande giorno.
Prima volta che porto sott’acqua qualcuno.
Con responsabilita’ connesse.
Assisto Kalle, l’istruttore svedese di Scuba Junction.
Dobbiamo fare una intoductory dive a tre ragazzi.
Una coppia israeliana e una ragazza inglese.
L’introductory dive e’ la prima immersione che uno fa per capire se questo sport gli piace o no.
Se puo’ valere la pena continuare oppure no.
Puo’ sembrare paradossale.
Uno che sta studiando per diventare Dive Master e un altro che e’ istruttore da poche settimane.
Per tre persone che si immergono per la prima volta.
Senza nessuna base.
Queste pero’ sono le procedure Padi.
Che insieme ad Ssi e’ una delle piu’ grandi associazioni di sub mondiali.
In realta’ cio’ puo’ sembrare incredibilmente rischioso, ma ha alcuni paletti di sicurezza molto ben saldi.
Per prima cosa Kalle, nonostante sia molto giovane (anagraficamente e professionalmente) e’ davvero rilassatissimo.
Sa quello che fa e te lo fa capire senza tante parole.
Poi scendiamo a pochissimi metri di profondita’.
Due, al massimo tre.
Cosi’ che se qualcuno ha un attacco di panico puo’ schizzare in superficie in un attimo e soprattutto senza rischiare nulla in termini di decompressione.
E inoltre ci immergiamo nel Japanese Garden.
La localita’ piu’ tranquilla di Koh Tao.
Un vero e proprio acquario.
Con una zona sabbiosa dove e’ facile fare gli esercizi e le skill.
E due vaste distese coralline.
Per divertirsi osservando pesci e vita sottomarina.
I ragazzi, dopo le prime difficcolta’ di equilibrio ci prendono confidenza.
E dalla sabbia passiamo al corallo.
Un po’ piu’ giu’.
Dove incontriamo alcuni Angel Fish.
Una foto che i tre nuovi sub si porteranno con se’ forse per tutta la vita.
Almeno spero.
P.s.: Su alcune riviste o su alcuni siti il Japanese Garden a volte compare tra i primi cento spot per immersioni al mondo.
Chiaro.
Sono un po’ come quelle classifiche per stabilire quale sia la piu’ bella canzone di tutti i tempi.
Impossibile il solo pensarci.
Pero’ da’ un’idea di quanto sia bello questo posto.

Dal grigiore del mio ufficio e delle mie giornate, una sola parola… invidia..
ene!
che piacere!
ma come…
sono io che ti invidio le arrampicate…