A volte scappano

Koh Tao.
Caldi pomeriggi all’ombra di una palma.
Tra un’immersione e un’altra.
A sfogliare manuali con i pesci tropicali.
Qui c’e’ un cliente molto particolare.
Un signore sulla cinquantina.
Inglese.
Viene a Koh Tao un paio di mesi all’anno.
Da molti anni a questa parte.
Leghiamo subito.
Che quando non devo assistere nessuno ci immergiamo assieme.
Un paio di giorni fa succede che riusciamo a trovare una Tartaruga che sfugge alla vista di tutti da molti giorni.
Stracontenti.
Poi arriva il giorno dell’ultima immersione di Kim prima della sua partenza per l’Indonesia.
Ultima occasione per avvistare uno squalo.
Creatura che Kim non e’ mai riuscito a vedere qui a Koh Tao.
Ci imbarchiamo sulla Manta Ray alle 6 di mattino.
Con un’alba che ti uccide.
Siamo io, Kim e Kalle, l’istruttore svedese.
All’ultimo momento si aggiunge Hamoud, un ragazzo tedesco.
Mare perfetto.
Tempo perfetto.
Ma soprattutto visibilita’ davvero super.
Colazione a bordo.
Con il capitano e suo figlio Tak.
Soggetti che meritano racconti a parte.
Dopo un’ora di mare arriviamo a Chumpon Pinnacle.
Siamo i primi.
Le altre barche arriveranno tra piu’ di un’ora.
Abbiamo il mare tutto per noi.
Scendiamo lentamente a una profondita’ di venticinque-trenta metri.
La cosa speciale di questo sito e’ che quando scendi per raggiungere la masima profondita’, vedi i pinnacoli sottomarini che ti si avvicinano come se ti stessi paracadutando al rallentatore.
Da vertigini.
Kalle e’ davanti.
Poi ci sono Kim e Hamoud.
Io chiudo il gruppo.

Dopo circa dieci minuti ci appare una coppia di Giant Marble Grouper.
Due signori degli abissi che misurano un metro e mezzo di lunghezza e una stazza da peso massimo.
Il problema e’ che si inseriscono tra il gruppo di testa (Kalle e Hamoud) e me e Kim.
Io e Kim restiamo fissi a guardare queste due meraviglie.
Che con le fauci aperte si fanno entrare chilate di pesce fresco nello stomaco.
Come a dire.
Venite pescetti.
Il Magical Mystery Tour in da panza.
Magna cum digestio.
E qui l’errore fatale.
Una volta superati, cadiamo nella tentazione di voltarci per continuare ad ammirare la grande abbuffata.
Pochi secondi.
Pochi davvero.
Ma quando ci voltiamo di nuovo vediamo a circa dieci metri da noi Kalle che si sbraccia per attirare la nostra attenzione.
E il segnale che lascia poco da immaginare.
Una pinna simulata con il dorso della mano sulla fronte.
Che vuol dire “O squalo”.
Diamo le quattro pinnate piu’ veloci della storia subacquea.
Ma quando arriviamo.
Maledetto sia il quando in questione.
Quando arriviamo.
O squalo se n’e’ andato.

Perso.
Mancato.
Che la lezione la impariamo subito.
Non distrarti a guardare due pesci che si abbuffano.
Quando…
Dieci metri piu’ avanti puoi farti mangiare tu stesso.
Allo stesso prezzo.
Sara’ per la prossima volta.
Stay tuned.
Che chi non viene sul blog e’ piu’ bello che intelligente.

RIKI non so se questa parte la faccio leggere a tuo papa’. RICORDI IVECCHI COCCODRILLI DI MARE? BACIIIIIIIIII
ciao Corti, come vedi col paracadute o con la maschera da sub, tutto per far stare tranquilli i genitori. Come vedi ci sono ancora ma non fammi parlare di calcio disastro. Riccardo la cosa che mi tranquillizza è chje i coccomarini a trenta metri non ci arrivano, ma in superfice….. ciao Cornelio.