Tak non sa nuotare

Koh Tao.
F-stop Blues.
Una di quelle fatte per spiagge e tramonti.
La nave di Scuba Junction e’ la Manta Ray.
Un punto blu al largo di Sairee Beach.
A bordo, ogni mattino, trovi il capitano e suo figlio Tak.
La cosa pazzesca e’ che i due sulla nave ci vivono.
Undici mesi all’anno.
Potrebbero tornare a riva ogni sera.
In trenta secondi.
Ma non lo fanno.
Vuoi per l’amore di stare in mare.
Vuoi per paura di perdere la nave per una tempesta improvvisa.
Per la bassa marea.
Ma a bordo ci stanno anche perche’ temono il mal di terra.
Che e’ molto piu’ fastidioso e prolungato del mal di mare.
E poi ti dicono che loro sono gli ultimi a salutare il sole prima che vada a dormire.
Il che porta punti preziosi nella dote delle cose inutilmente meravigliose.
La prua della barca e’ il loro tempio.
Un’area sacra dove sono appesi i drappi buddisti.
L’unica area della Manta Ray rigorosamente proibita a tutti.
Che verso sera.
Da riva.
Li vedi che si ritrovano nel loro tempio fluttuante e scambiano due parole col loro signore.
Tak sulla barca ci vive praticamente da sempre.
E’ magrissimo.
Ma quando serve lo vedi sollevare di peso uomini di cento e passa chili con tanto di bombole e attrezzatura.
Quando c’e’ mare grosso e tutti volano.
Tutti cadono.
Tutti sembrano pachidermi che ridicolamente provano a danzare su un filo sospeso.
Lui cammina.
Come se fosse in piazza del Duomo.
Potrebbe portare due vassoi con sopra i flute di champagne.
Senza sprecarne nemmeno una bollicina.
Il timido e incostrastato signore della Manta Ray.
Ha sedici anni.
Ci sono volute quasi quattro settimane per rompere il ghiaccio.
Anche lui troppo abituato a vedere persone che arrivano.
Gli entrano in casa.
Fanno il brevetto Open Water.
E dopo tre giorni.
Via.
Per sempre.
All’inizio qualche sorriso.
Poi qualche occhiata con due risate guardando chi alle prime armi tenta di camminare con le pinne dove non ha senso.
E alla fine sane risate.
E scherzi continui.
Correndo e tirandosi cose quando la nave e’ ferma.
Quando mi passa vicino apro al massimo una bombola.
Che fa un casino incredibile.
E lui si spaventa di brutto ogni volta.
Mentre lui.
Ogni volta che sto bevendo il the.
Mi lancia nella tazza cose assurde.
Molte volte disgustose.
E si lancia in versi e risate davvero troppo coinvolgenti.
Suo padre.
Poveretto.
Ci guarda dal timone e pensa a quello che ha fatto di male nelle vite precedenti per meritarsi questo.
Scherzi a parte.
La cosa incredibile
E’ che questi marinai.
Queste persone che al mare danno in prestito la loro vita.
Ogni santo giorno.
Non sanno nuotare.
Non lo hanno mai fatto.
Tak vive a Koh Tao.
Su una nave.
E non sa nuotare.
Che quando gli chiedi il perche’, quello piu’ sorpreso e’ proprio lui.
Una domanda che nella sua vita.
Nella sua cultura.
Non ha nessun senso.
E non fa nessuna differenza.
Lui sulla barca ci vive.
E poi.
A un pilota di aereo.
Gli avete mai chiesto se sa volare?
Stay tuned.
Che chi non viene sul blog e’ un elefante che ha rubato l’accappatoio ad un topolino.

sempre grandioso, mi sembra di essere li.
insegnali a nuotare a “Quadrell” che non è mattone in dialetto, ma come sappiamo noi due cioè tipo Phelps. Cornelio. PS. anche per Corti– dopo aver visto Iaquinta e Amauri sbagliare una deviazione sulla linea di porta come sabato ho deciso ricomincio a giocare.
ciao!
eheheh
va che poi mi commuovo…
bella!
ma nessuno viene a trovarmi?
Grande Ricky.
ti voglio bene,
teo
se vuoi ti mando mio papa’ che si sta allenando in piscina con maschera e boccaglio….
ostia ma che tarato non sapere nuotare….
dai bene ricky