Ubud
In mezz’ora di cammino.
A Ubud.
Lo scenario cambia parecchio…




Ubud.
E che dire.
Che dire.
Che scrivere.
Che sei di fronte allo schermo vuoto del tuo computer.
Sei da quattro giorni in questa citta’.
E solo il pensare di buttare giu’ due parole e’ impossibile.
Solo due posti.
Due citta’, due luoghi di questo pianeta.
Mi hanno dato e mi danno le stesse sensazioni che questa citta’ mi butta addosso.
Gallarate.
La citta’ dove sono cresciuto e dove ho le memorie indelebili e felici di un’infanzia fuori dal comune.
E Fremantle, Australia.
Il posto che piu’ di ogni altro mi ha rapito anima e cuore.
Il posto in cui vorrei essere.
Ubud.
Ubud ti accoglie.
Ti prende e poi non ti lascia piu’ scappare.
Troppo facile rimanere appiccicato a questo suolo.
Una citta’ che e’ mercato frenetico.
Formicaio.
E cinque minuti dopo.
Cinque minuti di cammino.
Diventa giungla.
E cinque minuti in un’altra direzione diventa risaia.
Una citta’ di arte e soprattutto di artisti.
Di palazzi.
Di centinaia di templi.
Che crescono in simbiosi con palme, banyan tree, acacie e felci.
Porto al centro di Bali.
Porto senza mare.
Che non te ne accorgi proprio.
Porto per hippie, per disperati, per artisti di ogni angolo del globo.
Citta’.
Con un centro.
Che non e’ centro commerciale.
Ma un campo di calcio immenso dove un migliaio di bambini gioca a piedi nudi.
Scuole di ballo.
Scuole di cucina.
Cerimonie religiose che bloccano il traffico.
Vie popolatissime e negozi e negozi e negozi.
Vie completamente silenziose.
Vuote.
Ovunque un suono.
Ovunque una preghiera.
Un canto o il ritmo incessante di un tamburo.
Incensi che bruciano e si mischiano al profumo dei fiori tropicali.
Vecchi e bambini seduti per strada fuori casa.
Kajeng Road.
Che se la raccontano.
E ridono e corrono e si azzuffano.
Ma al di la’ delle immagini, degli odori, dei suoni e delle persone.
E’ uno di quei posti in cui c’e’ qualcosa.
Chiamatela come volete.
Sara’ energia.
Sara’ lo spirito del posto.
O semplicemente un clima o un’insieme di cose tutte assieme.
Che rendono questa citta’ diversa da tutte le altre.
Ubud.
Troppo contento di avere trovato un posto cosi’ speciale.

E ancora una volta ci troviamo d’accordo…Ubud e’ la mia cittadina preferita di Bali,se sei in vena di massagii e bagno rilassante c’e’ un posto in cui dopo averti impastrocchiato di yogurt o quant’altro ti massaggiano per bene e poi ti lasciano mezzora in una vasca per due di fronte ad un finestrone…cielo aperto,stellato di fronte ad una risaia …e’ meraviglioso
davvero spettacolo
a proposito
notizie sul fronte damian? novita’ sui visti?
quando ero a koh tao ho letto che l’australia ha rialzato i tassi di interessi (sembra stia uscendo dallo stato di finta recessione)…
se sai qualcosa a proposito di cambiamenti di immigration fammi sapere
ciao!
nn ti vogliono piu’ qua Quadrelli!!!!!mettici una pietra sopra!!!!!ha ha ha……scherzo……I love you!