Del saper tostare

caffe2

Ubud.
Al centro di Bali.

Citta’ che non finisce di stupire.
Ogni metro, ogni angolo e’ piacevole scoperta.
Durante un escursione a bordo di Jimny veniamo attratti da un cartello insolito.
Al solito “Bali Kopi” (il famoso e delizioso caffe’ di Bali) se ne sostituisce un’altro.
Questa volta a fianco della strada appare la scritta “Luak Coffee”.
Incuriositi parcheggiamo sul ciglio della strada.
E scopriamo di essere alle porte di un “agriturismo” balinese.
Un vero e proprio giardino dell’Eden tropicale.
Il proprietario, un gigante a meta’ tra Lorenzo Lamas e Ciccio di nonna Papera, ci fa da Cicerone.
Un posto incredibile dove da anni coltiva una quantita’ improponibile di frutti e ortaggi.
Vaniglia, cocco, chiodo di garofano, zafferano, mango.
E poi cacao, cannella, anice, pepe verde.
E caffe’.
Appunto.
Oltre a produrre normale caffe’ pero’, il gigante si diverte a sperimentare.
E qui arriva il bello.
Da queste parti scorrazza un animale chiamato Luak.
Che se lo vedi di giorno sembra fatto di oppio.
Si muove a malapena.
Ma di notte si sveglia e si gira tutte le disco.
Mangiando e sgranocchiando tutto quello che gli capita sotto tiro.
Quando pero’ vuole farsi un caffe’.
Diventa schizzinoso.
Fa il prezioso.
Mangia soltanto i chicchi perfetti.
I chicchi piu’ aromatici.
Gli altri non li guarda nemmeno.

caffe strafatto

La cosa curiosa e’ che i chicchi non li digerisce.
E al mattino.
Leggendo la gazzetta di Bali.
Va in bagno e li sparacchia tutti fuori.
Perfettamente levigati dai succhi gastrici.

I produttori di quest’area hanno azzardato.
Hanno provato a tostare questi chicchi.
Quasi per gioco.
E come la storia insegna, a volte un gioco vale piu’ di mille anni di ricerca.
Il caffe’ che ne deriva e’ una squisitezza.
Non esagero.
L’aroma e’ completamente diverso dal gia’ delizioso Bali Kopi.
E’ la qualita’ oro super super premium.

O forse sara’ soltanto il bello che ti suscita questo posto in mezzo alla jungla.
Ma poco importa.

Stay tuned.
Che chi non viene sul tripcafe e’ pure lui vittima dell’effetto Placebo.

3 Responses to “Del saper tostare”

  1. luca musicomane says:

    E qui in via Piero della Francesca, una tazzina di quel caffè costa 5 euro.

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