Natale e (voglia di) Normalita’

il-palo

Quando il tuo corpo lo senti urlare.

Quando ti prega, quando ti supplica.

Quando chiudi gli occhi e non ti vengono in mente Bali e l’Indonesia.

Ma soltanto un letto.

Allora e’ tempo di andare a dormire.

Un passo indietro.

Natale qui non e’ Natale.

Non puo’ esserlo.

Nemmeno per scherzare.

Natale non e’ Natale senza il freddo.

Senza mangiare tutti assieme a Gallarate.

Senza il pate’…

E allora bisogna mettersi d’impegno.

E cercare di organizzare qualcosa di indimenticabile.

Che a guardare bene… un po’ ce l’abbiamo fatta.

Cronaca di un Natale fuori dagli schemi.

Tutto inizia venti giorni fa.

Quando durante una riunione ci si guarda in faccia e si decide di organizzare la festa.

I preparativi sono un casino.

Un miliardo di cose da comprare, cercare i fornitori per l’alcool e il mangiare.

Pensi di avere una miniera di tempo e poi ti alzi ed e’ gia’ il 24.

La vigilia. Che qui si dice Christmas’ Eve.

Il che ti impone un aperitivo alle 17.00

Che e’ tutto un pompare l’atmosfera per l’evento che segna l’inizio del Natale.

Il salto dal palo dei pompieri.

Questo posto si chiama Old Fire Station perche’ a inizio ‘900 era davvero la caserma dei pompieri.

E la sera di Natale e’ l’unica occasione dell’anno in cui apriamo la botola per usare il palo.

Mi tocca fare il cerimoniere e fare il discorso.

Che davanti a 100 scalmanati diventa davvero facile.

A parte quattro o cinque pazzi che si bruciano le mani per l’attrito del palo non ci sono incidenti.

Ed e’ la prima volta che non salta nessuna caviglia.

La cosa figa e’ che il palo porta direttamente nella sala del ristorante.

Dove il banchetto e’ davvero un gioiello.

Carne, polli allo spiedo, una quantita’ infinita di verdura arrosto.

Salse salsine e salsette.

E pure i melograni.

Che fa troppo medioevo.

La cena va via perfettamente.

E il livello di alcol nelle vene degli ospiti inizia a salire.

Poi e’ il momento di Secret Santa.

Il Babbo Natale segreto.

Ognuno nei giorni precedenti ha pescato dall’urna il nome di qualcuno e deve fargli un regalo.

Il mittente deve rimanere segreto.

E a big Nigel tocca fare da Babbo Natale.

Il mio Secret Santa e’ sicuramente di qualcuno che mi vuole bene perche’ e’ un buono da consumare qui all’ X wray Cafe.

Che e’ il posto in cui sto scrivendo adesso.

Ma la cosa davvero spettacolo e’ che ricevo pure due regali inaspettati.

Il gruppo degli ospiti Italiani (e Rodrigo che e’ half argentino) mi fa quasi piangere.

Mi regalano una custodia per il mio Didgeridoo.

Non una custodia qualunque…

Fuck… La custodia che volevo comprare due anni fa!

E poi Elisa e Richard mi regalano un portachiavi che e’ una mini Vespa rossa, un idrante da pompiere e una targhetta con il mio nome.

Paura…

Il party comincia alle 10…

Vabbe’ qui c’e’ poco da dire.

Madness, un delirio, e i Daft Punk mi fanno ballare per sei ore filate.

La mattina arriva presto.

Si perche’ alle 8 (di mattino!!) c’e’ in programma la Champagne Breakfast.

Io Rodrigo e Alex facciamo saltare sulla griglia 15 chili di bacon e 120 uova!!!

E stappiamo trenta bottglie di champagne…

Che un terzo di bottiglia alle 9 di mattina mi sembra sufficiente.

Tutto in fretta perche’ alle 10 chiudiamo l’ostello e andiamo a prendere la nave per Rottnest Island.

Ognuno deve caricare qualcosa: carne, torte, un milione di birre…

La nave porta 200 persone.

120 sono dell’ostello…

Poverini gli altri 80…

Poverini davvero…

Rottnest Island e’ una meraviglia della natura.

Spiagge bianche, corallo e acqua di cristallo.

Ma ne parleremo un’altra volta.

La breve e favolosa storia di Greg Walton su Rottnest Island.

Parleremo di questo.

Siamo sull’isola da un quarto d’ora.

Il sole picchia quasi perpendicolare.

E come e’ noto l’Australia non e’ riparata dall’ozono.

Gli UV fanno brutti scherzi.

Le trenta birre, la notte senza dormire, lo champagne di un’ora fa…

Tutto questo aiuta.

Tutto questo turbina nella mente di Greg.

Un inglese di Newcastle.

Che conosco ormai da due anni e mezzo.

Davvero un bravo ragazzo.

Che pero’ non resiste al richiamo della natura.

E di fronte alle dolci e fresche acque si spoglia.

Ora per la cronaca.

Greg ha un look particolare.

E’ rasato e ha una cresta alta trenta centimentri.

E’ iper tatuato e ha piercing ovunque.

E se dico ovunque… venitemi incontro.

Bene.

Ispirato da cotanta natura decide di tornare alla natura lui stesso.

Si spoglia.

E inizia a correre.

Ma dove corri Greg?

Dove corri?

Si lancia nei suoi cento metri di gloria.

Nudo.

Con la cresta inzuccherata che non si sposta di un millimetro.

Mentre quell’altra cosa…

Quell’altra cosa gli dondola da una parte all’altra.

Destra e sinistra.

Sinistra e destra.

Destra, ancora destra e un po’ al centro prima della sinistra.

Fecendo berluccicare i piercing che la costellano.

Potresti correre ovunque Greg Pie’ veloce.

E invece decidi di dare il tuo amore.

Corri dove una famigliola (madre padre e 4 bambini!!!) sta avendo il suo pic-nic.

E ti lanci in un abbraccio totale.

Il padre rimane inchiodato alla sua seggiola automontante.

La madre schizza in piedi e fa volare il suo bicchiere.

I bambini vabbe’… quelli sono bambini.

Penseranno che l’era CyberPunk e’ arrivata.

Tutto quello succede nei 5 minuti seguenti e’ molto sfocato

Sirene…

Mcchina della polizia..

E Greg rinchiuso nella gabbia del cellulare.

Nudo.

Come alla gogna…

Una di quelle scene che non puoi non ridere.

La sentenza e’ questa: bandito da Rottnest Island per 6 settimane e 200 dollari di multa.

Che tradotto e’: nulla…

E quando il sergente viene a chiedere chi e’ il responsabile mi metto a ridere e lui capisce.

L’ultimo arresto su Rottnest Island risaliva al 1977…

Due ragazzi che giocavano a calcio con un canguro.

A parte la Greg Experience Rottnest va via bene bene… barbecue, nuotate e snorkeling.

Il Natale vola via stanco.

Ma al calare delle tenebre ricomincia il party nella backyard dell’ Old Fire Station.

Che va avanti fino alla mattina del 26.

Tre giorni e due notti senza dormire.

I morti viventi.

E dal tuo corpo inizi a sentire le voci.

Stay tuned.

Che chi non viene sul blog e’ il piercing sulla “cosa”.


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