Con quegli occhi un po’ cosi’…

Turtle

Koh Tao.
Che piovono noci di cocco.

Non ce n’e’.
La natura si diverte a distribuire privilegi.
In modo molto.
Molto arbitrario.

Alcune creature sono bellissime.
Altre sono spaventose.
Altre ci fanno ribrezzo.
Alcune ci disgustano.
Altre ci spaventano a morte.
E molte, moltissime, passano quasi inosservate.
Che sembrano medie.
Fuori da ogni gioco di spettacolarizzazione dell’incontro.

E poi ce ne sono altre.
Che semplicemente le ami.
Che non incontrerai mai.
In tutta la vita.
Uno che ti dira’ che non sopporta una di queste meraviglie.

Perche’ quando sei in acqua.
A venti metri di profondita’.
Stai guidando per la terza volta in vita tua un gruppo di diver.
Che vuol dire che sei quello che guida la minicarovana subacquea.
E giri l’angolo.
Via Anemoni, corallo numero sette.
E ti guardi in faccia con una Tartaruga Marina.

Con quegli occhi da fattona incredibile.
Che sembra si sia fumata tutto quello che c’era la sera prima.
Che un po’ l’occhiolino te lo strizza.
Ti viene incontro.
Ti guarda, ma soprattutto si fa guardare.
Da te e dagli altri quattro che ti seguono.
Tutti e cinque completamente in estasi.

Che la’ in fondo.
Pure l’istruttore che mi fa da supervisor.
Lo vedi che’ e’ tutto felice.
E lo capisci dal rivolo di bolle che gli esce dalla maschera.
Che diventa idromassaggio di eccitazione.

Che glielo perdoniamo.
A sta natura.
Di essere, a volte, cosi’ ingiustamente bella.

Stay tuned.
Che chi non viene sul tripcafe e’ il supervisor di minizingari sottomarini.

Peht Ekkul

Peht Ekkul

Koh Tao.
Sereno Variabile.

Uno puo’ sforzarsi quanto vuole.
Cercare di fare foto belle.
Informarsi per migliorarsi.
E poi ti capita di incontrare chi ce l’ha dentro.
Chapeu.
Inchino al talento.
Qui a Koh Tao ogni tanto passa un ragazzo.
Peht Ekkul.
Thailandese di Bangkok.
Fotografo subacqueo.
Che le parole non servono a niente.
La foto qua sopra e’ un regalo che ha fatto al Tripcafe.

La cosa divertente e’ che quando partecipa ai concorsi.
Arriva primo e secondo.
Tutte le volte…

Il ragazzo poi.
Come dargli torto.
Si e’ scelto casa base a Byron Bay, Australia.
Uno di quei posti no… che proprio non ti da’ ispirazione alcuna…

Ha un gruppo su Facebook.
Godetevi sta meraviglia.

Peht Ekkul Photography

Stay tuned.
Che chi non viene sul blog  e’ la pubblicita’ Aiazzone.

Ingredienti

assosub

Koh Tao.
Un po’ grigio un po’ pioggia.

Che alla fine dipende tutto da quello che uno ci mette.
In piu’.

A Koh Tao ci sono (ufficiali) 54 scuole di sub.
Per un’isola lunga sette chilometri e larga due o tre.
Ovunque vai.
Ristorante.
Bar.
Baretto.
Spiaggia.
Incontri sempre qualcuno che fa immersioni.
A volte qualche istruttore.
Altre qualche dive master.

E ti rendi conto.
Che ancora un’altra volta.
E’ solo e sempre questione di passione.

Ripenso a quando frequentavo la scuola sub di Treviglio.
www.assosubtreviglio.it
Tre mesi per prendere il brevetto Open Water.
Lezioni infinite in piscina a Cassano.
Con basi che andavano dalle pure immersioni all’apneismo.
Sedute e serate teoriche.
Fotografie.
L’eta’ media era tra i 16 e i 60 anni.
Tre generazioni a confronto.
E tre tra gli istruttori piu’ grandiosi che si possano immaginare.

Persone che finito il lavoro.
Arrivavano.
Col sorriso.
E ti mettevano a disposizione esperienze infinite.
A volte trent’anni di immersioni al tuo servizio.

Gente che si prepara per mesi.
Per fare  immersioni in Liguria.
Fondali bellissimi.
Ma.
Liguria.
Dove se ti va bene vedi un dentice e tre stelle marine.

Ma che comunque poco importa.
Perche’ immersioni voleva dire.
Il viaggio in pullmann.
Mille storie.
Che poi cliente e istruttore non faceva nessuna differenza.
Un gruppo di gente appassionata a cui piace fare immersione assieme.
E condividere.

Qui.
Ti capita di vedere cose assurde.

Tre ragazzi che si immergono.
Vedono Angel Fish.
Trigger Fish.
Pesci pagliaccio.
Anemoni.
Gruppi giganti di barracuda.
Escono.
E…
Se ne sbattono il c…o.
Si lamentano che la batteria della macchina fotografica si e’ scaricata subito.
Corrono dall’istruttore, si fanno registrare l’immersione e poi via.
Incazzati che forse perdono il treno per la Cambogia…

Immersione a Koh Tao: FATTA.
Un’altra tacchetta sulle esperienze da fare durante l’anno di collezione di imprese da mettere su facebook.

Senza parole.

Che poi magari ti chiedi.
Ma cosa volevano vedere che non hanno visto?
Il famoso pesce pompa?
Per quello basta andare a Jesolo quando c’e’ l’ondata delle Tedesche…
Pera non ridere…

Stay tuned.
Che chi non viene sul blog gli manca la tacchetta del Full Moon Party…

Gondry e l’uomo sul filo

man on wire
man on wire

Koh Tao.
Mangiando mango a tradimento.

Oggi putroppo niente uscite in mare.
Le onde sono troppo alte.
E le barche se ne stanno tutte parcheggiate nel portcicciolo di Mae Had, la citta’ principale di Koh Tao.

Il post di oggi c’entra pochissimo.

A Fremantle c’e’ una videoteca assurda.
Jumbo Video.
Quando uno decide di aprire un business.
Manager d’assalto.
Tailleur o scarpa a punta.
Dovrebbero tutti andare li’ a farsi un giro.
Con un bel taccuino in mano.
Una matita.
E tanta voglia di imparare.

Alla ricerca della piccola differenza che passa tra un business e una cosa che ti frutta soldi, ma che trasuda passione.
E il primo segno sono le facce delle persone che da quella videoteca ci escono…

Ma.
A parte questo.

Ogni mercoledi’ spulciavo tra la sezione “documentari”.
E tra le mille chicche che mi sono capitate.
Ce ne sono due che vorrei consigliarvi.
Due dvd che mi hanno ammazzato.
A colpi di poesia, di entusiasmo, di vita.
Qualcosa che ti entra dentro.
E non c’e’ giorno che passi.
Anche solo un fulmine di tempo.
Che non trovo qualcosa che mi fa ripensare a questi due capolavori.
Cosi’ diversi e cosi’ simili tra loro.

Il primo e’ Man on Wire.
Il film documentario sulla straordinaria impresa di Philippe Petit
L’artista di strada francese che, in equilibrio su un filo, ha camminato sospeso tra alcuni dei piu’ incredibili monumenti mondiali.
L’Harbour Bridge di Sydney.
Le torri di Notre Dame.
Ma soprattutto.
Tra le due torri del World Trade Center.
Le scomparse Torri Gemelle.
Non posso nemmeno pensare di cercarle le parole per trasmettere le emozioni che questo raccono ti trasmette.
Con una fotografia.
Un uso della macchina da presa.
E una colonna sonora da farti andare letterelalmente a male.
Se volete farmi un regalo.
Guardatelo e ditemi che ne pensate.

gondry works

Il secondo film e’ “The work of Director Michel Gondry”
Una raccolta documentaria sui lavori di quel folle di Micheal Gondry.
Il regista per intenderci di Eternal Sunshine of the spotless mind.
Tragicamente tradotto in “Se mi lasci ti cancello”.
Jim Carrey e Kate Winslet.
O del piu’ recente (e fantastico) Be Kind and Rewind con Jack Black.
Ma film a parte, il documentario ti svela l’incredibile mondo a parte che questo artista si e’ creato.
Con paretecipazioni simpaticisime di Bjork, di Dave Grohl e della mamma di Gondry (sua la colonna sonora al piano).
Davvero pazzesco.
Il making of di alcuni video poi, (Around the world dei Daft Punk) e alcuni dei White Stripes valgono da soli la visione.
The hardest button to button e’ spaziale.

Pazzesco.
Non saprei che altro dire.

Enjoy.

Stay tuned.
Che chi non viene sul blog e’ l’organizzatore di eventi aziendali.
Chiaramente proveniente dall’uffcio sinistri.
Viva Filini.

Buona la prima

manta ray
La Manta Ray…

Koh Tao.
Con lo zio Monsone che oggi c’ha voglia di soffiare.

Il grande giorno.
Prima volta che porto sott’acqua qualcuno.
Con responsabilita’ connesse.
Assisto Kalle, l’istruttore svedese di Scuba Junction.
Dobbiamo fare una intoductory dive a tre ragazzi.
Una coppia israeliana e una ragazza inglese.
L’introductory dive e’ la prima immersione che uno fa per capire se questo sport gli piace o no.
Se puo’ valere la pena continuare oppure no.

Puo’ sembrare paradossale.
Uno che sta studiando per diventare Dive Master e un altro che e’ istruttore da poche settimane.
Per tre persone che si immergono per la prima volta.
Senza nessuna base.

Queste pero’ sono le procedure Padi.
Che insieme ad Ssi e’ una delle piu’ grandi associazioni di sub mondiali.
In realta’ cio’ puo’ sembrare incredibilmente rischioso, ma ha alcuni paletti di sicurezza molto ben saldi.
Per prima cosa Kalle, nonostante sia molto giovane (anagraficamente e professionalmente) e’ davvero rilassatissimo.
Sa quello che fa e te lo fa capire senza tante parole.
Poi scendiamo a pochissimi metri di profondita’.
Due, al massimo tre.
Cosi’ che se qualcuno ha un attacco di panico puo’ schizzare in superficie in un attimo e soprattutto senza rischiare nulla in termini di decompressione.
E inoltre ci immergiamo nel Japanese Garden.
La localita’ piu’ tranquilla di Koh Tao.
Un vero e proprio acquario.
Con una zona sabbiosa dove e’ facile fare gli esercizi e le skill.
E due vaste distese coralline.
Per divertirsi osservando pesci e vita sottomarina.

I ragazzi, dopo le prime difficcolta’ di equilibrio ci prendono confidenza.
E dalla sabbia passiamo al corallo.
Un po’ piu’ giu’.
Dove incontriamo alcuni Angel Fish.
Una foto che i tre nuovi sub si porteranno con se’ forse per tutta la vita.
Almeno spero.

P.s.: Su alcune riviste o su alcuni siti il Japanese Garden a volte compare tra i primi cento spot per immersioni al mondo.
Chiaro.
Sono un po’ come quelle classifiche per stabilire quale sia la piu’ bella canzone di tutti i tempi.
Impossibile il solo pensarci.
Pero’ da’ un’idea di quanto sia bello questo posto.

Punti di vista

planisfero

Koh Tao.
Vento e altalena sulle rive di Sairee Beach.

Vivere a decine di migliaia di chilometri di distanza vorra’ pur dire qualcosa.
Differenze di Culture.
Senza guardare alle grandi cose.
Piccoli particolari.
L’igiene domestico ad esempio.

Personalmente ho sempre pensato che la nostra societa’.
Quella occidentale.
E’ in assoluto quella piu’ rivolta all’igiene personale.
Quasi psicotica.
Alla ricerca dello sterile.
Del pulito perfetto.
Di contro.
Ho sempre pensato alle culture Orientali come a qualcosa di piu’ caotico.
Un mix di odori, sapori.
Ma anche di mancanza di igiene.

Poi pero’.
Fermandoti un secondo a pensare.
Ti si illuminano alcune contraddizioni.
Noi occidentali.
Alla ricerca costante del pulito e dello sterile.
Entriamo negli spazi domestici con le scarpe ai piedi.

Vuol dire che entriamo negli spazi dove mangiamo.
Cuciniamo.
Ci spogliamo.
Ci laviamo.
Facciamo l’amore.
Guardiamo la tv.
Visitiamo i malati.
Con l’indumento piu’ intriso di schifezze che possa esistere.
La suola delle scarpe.
E’ inutile tentare di immaginare quante cose potenzialmente calpestiamo e portiamo in casa.

Qui in Thailandia.
E ora sono curioso di vedere se e’ cosi’ per tutto l’oriente.
Qui in Thailandia e’ assolutamente di norma togliersi le scarpe prima di entrare in un luogo chiuso.
Casa, negozio, farmacia.
Ma anche ristorante, supermercato.

Ma non solo.

In occidente laviamo il bucato con una quantita’ di detergenti inverosimile.
Con una frequenza quasi giornaliera.
Ma.
C’e’ il ma…
Laviamo (pensando di consumare meno energia) a temperature ridotte.
60 gradi al massimo.
Il che non uccide tutti i batteri e i funghi.

Oggi sono andato in una lavanderia di Koh Tao.
E lavano tutto (lenzuola comprese).
Magari (sicuramente) meno frequentemente.
Ma a temperature elevatissime.
A volte con l’acqua bollente.
Il che.
In barba ad amuchina, detol e napisan plusss.
Uccide i batteri al centopercento.

Poi pero’ ci sono cose che con la testa da Occidentale proprio non riesco a capire.*

Piccola digressione.
Magari questo continuo contrapporre Orientale/Occidentale, bianco/non bianco a qualcuno non piacera’.
Sto solo cercando di dare il senso di quello che vedo.
Mi sembra ridicolo non pensare di appartenere alla cultura Occidentale.
Pur criticandone tutti gli aspetti che non condivido.
Mi sento Occidentale.
Come non potrei esserlo… 25 anni passati in Europa.
Gran parte dei quali seguendo tutti gli schemi forniti dalla nostra societa’.
Mi fanno ridere quegli individui (che incontro ogni giorno), che per stare seduti a tutti i costi nella posizione del loto si fanno saltare i menischi.
O che non vanno all’ospedale o non prendono un antibiotico.
Per un approcio olistico alla medicina.
Salvo restare a letto tutti i quindici giorni di vacanza che si fanno qui…
Tutto per apparire integrati in una cultura che non gli appartiene.
Dal poco che mi e’ sembrato di capire.
L’unico modo di essere integrato in una cultura non dipende dal fatto se vesti i jeans o un sari.
Dipende dal fatto che quando entri in un bar, o incontri una persona locale, ti presenti con un bel sorriso.
E senza nessun tipo di pregiudizio.
Una volta fatto cio’… la persona che hai di fronte se ne sbattera’ altamente se mangi con la forchetta o con le bacchette.
O se hai preso un Aulin  perche’ avevi un mal di testa terribile.
Fine della digressione.

Ricomincio.
*Poi pero’ ci sono cose che con la testa da Occidentale proprio non riesco a capire.

Ad esempio il fatto che c’e’ gente che vive in una casa che cade letteralmente a pezzi.
Con tegole che quando passa un camion cadono in strada.
Con la strada di fronte a casa completamente allagata.
Con le tubature esterne che zampillano acqua ovunque.
Con le crepe nei muri.
E nonostante tutto questo.
La padrona di casa.
Tranquilla.
Con un sorriso di pace.
E con uno scopettino in mano.
Toglie lentamente i granelli di sabbia depositati sui tre gradini che ti portano all’uscio di casa.
Per decine di minuti.
Che il mondo potrebbe saltare per aria.
Che Gozzilla potrebbe sbucare dal fiume di fango che sta per fagocitare la sua casa.
E lei sta li.
Con calma.
Con il suo scopettino.
A fare la polvere dei tre gradini di fronte casa.

E’ tutto troppo bello.

Stay tuned.
Che chi non viene sul blog e’ il ragazzo dal Kimono d’oro diciannove.

Rescue

SJ Blog

Koh Tao.
Con due in canoa di fronte a me.
Che non ce la faranno mai…

Terminato con successo il corso Padi Dive Rescue.
Che vuol dire che se facciamo immersioni insieme…
Qualunque cosa accada sono responsabile della vostra incolumita’.
A voi fidarvi o no.
Corso incasinato, ma divertente.
Dopo tre giorni di teorie, primo soccorso, simulazioni di emergenza sott’acqua ti tocca l’esame.
Tu sei ad occhi chiusi in superficie.
L’istruttore si immerge e posiziona sul fondo (12 metri) il tesoro (una bottiglia d’acqua piena di sabbia).
Tu devi condurre una ricerca subacquea.
Servendoti della bussola devi disegnare nuotando un quadrato in espansione…
Ogni due lati devi aumentare i seguenti due di quanto la visibilita’ ti consente.
Il risultato e’ una sorta di spirale con il lati retti.
Mano a mano la spirale si ingrandisce e dopo un po’ di ritrovi sopra l’obiettivo.
Una volta trovata la bottiglia, questa si trasforma in una persona senza coscienza sul fondo.
Chiaramente e’ l’istruttore.
Che pero’ recita la parte davvero bene.
Un peso morto e inerme.
Tu seguendo tutti gli standard di sicurezza lo riporti in superficie.
Che detto cosi’ sembra una cazzata.
Ma devi ricordarti di tenergli la bocca aperta (sott’acqua…) altrimenti in risalita, se tiene chiuse le vie aeree gli scoppiano i polmoni.
E poi inizia il bello.
Devi trainarlo alla barca.
Dandogli, ogni cinque pinnate, un bacio in bocca con tanto di respirazione…

Fortuna vuole che Scuba Junction per l’occasione ha assoldato Carmen Electra.
Il tutto termina svestendo la malcapitata.
Svestirti tu stesso…
E lasciarsi andare in bagordi sottomarini.

Nei sogni.

Purtroppo l’istruttore si chiama John.
Strasimpatico si…
Ma alto due metri.
Dopo averlo svestito.
Ti tocca caricartelo in posizione di sicurezza e portarlo su per la scaletta della nave.
Senza aiuto.
Che le ginocchia scricchiolano.

Comunque missione compiuta.
Da oggi sono rescue Diver.
Ultimo passo prima di iniziare il corso di Dive Master.

Stay Tuned.
Che chi non viene sul blog ci tocca baciare in bocca il mago Otelma.

Ospiti

Veranda

Koh Tao.
Da un baretto sulla spiaggia.

Mi sono sistemato in un bungalow.
Un po’ disperso nella giungla.
Il che ha lati positivi.
Silenzio.
Buio totale se vuoi dormire.
Odori non viziati dal curry che brucia e cuoce praticamente ovunque.
Ma vivere isolati nella natura ha anche qualche aspetto un po’ piu’ strano.
Ad esempio.
Tu affitti un bungalow.
Solo per una persona.
E tutto va bene.
Solo che poi ti trovi a condividere la capanna con due coinquilini inaspettati.
Ora.
Alla parola gecko ti viene in mente quel simpatico animaletto che sta appeso sui muri.
Grazioso e al tempo stesso molto utile.
Perche’ si pappa le zanzare e gli insetti vari.
Di norma e’ lungo tra i 5 e gli 8 centimetri.
Largo al massimo un centimetro.

Il fatto e’ che i miei coinquilini sono un po’piu’ paffutelli.
Si vede che le zanzare di Koh Tao sono buonissime.
O danno assuefazione.
Che i due piccoli si sono appasionati di abbuffate.
E sono cresciuti a dismisura.
Venticinque centimetri di lunghezza e cinque o sei di larghezza.
Sono immensi.
Coccodrilli in miniatura.
Uno poi… poveretto… ha un occhio impazzito.
Ogni giorno e’ piu’ grande.
E’ chiaro che e’ questione di giorni ma esplodera’.
Chiaramente e’ stato battezzato Igor.

Gecko Blog

La cosa buona e’ che ti ci abitui.
I primi due giorni uno si e’ presidiato il bagno.
L’ho fatta in giardino per paura che mi saltasse al collo.
Poi piano piano siamo diventati amici.
E l’utilizzo del bagno e’ rientrato nella normalita’.

Adesso siamo pappa e ciccia.
Al mattino.
Quando ti svegli.
Apri gli occhi.
E la prima cosa che vedi.
E’ il gigante che ti sta appeso sull’armadio a dieci centimetri dalla bocca…
Non ti resta che salutarlo e battergli il cinque.
Cosi’ e’ contento e va a caccia di zanzare addormentate.

Adesso quando vede che esco mi chiede pure se ho preparato la merenda…
Valli a capire sti gecki…

Stay tuned.
Che chi non viene sul blog e’ il dottor Frankestiiin.

Gente della notte

barracuda

Koh Tao.
Chumporn Pinnacle.
A detta di tutti il miglior spot di Koh Tao.

Il corso Advanced Open Water procede con le ultime due skill.
Profondita’ e immersione notturna.
In genere le immersioni raggiungono la massima profiondita’ di 18 metri.
Nell’immersione in profondita’ scendi fino a trenta e piu’ metri.
L’utilita’ di questa immersione, a parte il fatto che vedi creature che vivono a maggiori profondita’, e’ quella di testare il tuo corpo e le tue risposte sott’acqua.
A grandi profondita’ (oltre i 22-25 metri) si puo’ incorrere nella Nitrogen Narcosis.
L’ebbrezza da profondita’ causata dall’accumulo del nitrogeno nel tuo sangue.
E’ una vera e propria sbornia.
Ti fa ridere.
Ti fa pensare che il polipo ha le ali.
Alcuni si tolgono il respiratore e lo passano alla murena pensando che e’ bloccata sotto la roccia e rischia di soffocare.
Tutto per davvero.
Un esercizio che ti vene dato e’ questo.
In superficie hai una serie di numeri sparsi da uno a venti.
Vieni cronometrato in quanto tempo riesci a rimetterli in ordine crescente.
La stessa cose devi riuscirla a farla a trenta metri di profondita’.
In genere si e’ un paio di secondi piu’ lenti.
Se invece ci metti 3 minuti e la serie e’ 173635…
Diciamo che sei nei cazzi.
Un’altra cosa curiosissima e’ lo spettro dei colori.
Hai una cartella con lo spettro dei colori.
Dal rosso al viola.
Mano a mano che scendi i colori caldi si spengono.
Dove prima c’era il rosso adesso vedi una linea grigio nera.
Fa troppo Piero Angela

Tecnicismi a parte.
Questo posto e’ davvero bellissimo.
Scenti lentamente, raggiungi la profondita’ massima e piano piano risali ruotando intorno a questo gigante pinnacolo.
Decine di Angel Fish, Rabbit Fish, Banner fish.
E un gruppo infinito di Grouper.
Alcune migliaia.
Una nuvola sospesa di pesci che formano un’ unica immensa massa in movimento.
Che non ci passa nemmeno un filo di luce.
Incredibile.

La seconda immersione e’ qualcosa di piu’.
Qualcosa che ti entra dentro.
Che tra trent’anni quando chiuderai gli occhi e ci ripensi un sorriso ti si stampera’ sul faccione.
Immersione notturna.
Nel nero.
Nel dove non c’e’ la luce.
Quaranta minuti di buio.
Con quel puntino di luce della tua torcia che ti fa sentire un po’ meno solo.
Di notte incontri alcune creature che di giorno sono a letto a smaltire la sbornia della sera prima.
Gente della notte.
Che se a Milano incontri panettieri, taxisti e dj…
In fondo al mare incroci le Razze che banchettano.
Ma soprattutto.
Quando punti la torcia a un metro dal fondale e ti sembra di illuminare un sottomarino, vuol dire che hai inquadrato un Barracuda.
Che va a caccia.
E qui sta a te decidere.
Girarti dall’altra parte.
E lasciare che la natura faccia da se’.
Oppure puoi… diciamo… dargli una mano a sto povero barracuda.
Ricordati che e’ ancora assonnato dalla notte prima.
Ok.
Se incontri un pesce che proprio non ti sta simpatico.
E ti rendi conto che non e’ molto lontano dal Barracuda.
E ti capita per sbaglio di illuminarlo con la tua torcia.
Il Barracuda si ritrova di colpo di fronde ad una preda servita sul piatto d’argento.
Un po’ come un bambino che si sveglia nel mezzo della notte e invece del Baubau si trova una botte di Nutella.
Col cazzo che chiama la mamma…
Ecco.
Il Barracuda schizza a duecento all’ora con le fauci spalancate e in un millesimo… addio al pesce antipatico.

Per concludere.
Quando sei alla massima profondita’ di un’immersione notturna.
Puoi fare una cosa incredibile.
Se spegni tutte le torce vieni di colpo avvolto nell’oscurita’.
Ma se ti metti a scuotere una mano a tutta velocita’ il plancton si eccita.
Miliardi di minuscole creature che si colorano e diventano fluorescenti.
Nuvole di colori.
Rapsodia di mille evidenziatori sottomarini.

Che miete vittime anche a queste profondita’
Il sano e catartico potere della masturbazione.

Stay tuned.
Che non viene sul blog e’ il p[iccolo aiutante di Babbo Barracuda.

A scuola di bussola

bussola

Koh Tao.
Mango Bay.
E Twin Rocks un po’ piu’ tardi.

Secondo e terzo giorno di immersioni.
Senza grossi problemi in un paio di giorni e cinque immersioni dovrei completare il corso Advanced Open Water.
Le prime due skill (abilita’) da completare sono la Buoancy (il “galleggiamento” subacqueo) e la Navigation (orientamento sott’acqua).
La prima immersione dura circa 45 minuti.
Profondita’ massima 14.5 metri.
E nonostante non sia considerata una fun dive (immersione ricreazionale) e’ tuttavia divertente.
Le skill da completare sono ad esempio sostare sospesi nell’acqua nella posizione del loto (quella degli indiani quando meditano).
O stare perfettamente verticali a testa in giu’ senza muoversi in alto o in basso.
Tutto rivolto a darti una familiarita’ con l’equilibrio subacqueo in posizioni differenti.
Gira e rigira e’ sempre questione di posizioni ed equilibrio.
Molto utile per scattare fotografie non mosse.
Se avevate pensato ad altro… che dire… complimenti e figli maschi.

La seconda immersione fa molto McGiver versione capitano Nemo.
L’istruttore ti disegna delle forme (triangolo, quadrato…) e ti da le misure dei lati.
Tu orientandoti con la bussola devi disegnare le forme semplicemente nuotando nelle giuste direzioni.
Se tutto va bene alla fine dovresti tornare al punto di partenza.
Missione compiuta.

stingray-ig

Tra le altre cose ci capita di incontrarea alcune Blue Spotted Sting Ray.
Razze con delle macchie blu sul dorso.
Che scandagliando il fondo alzano delle nuvole di sabbia al rallentatore.
Uno spettacolo.

Stay tuned.
Che chi non viene sul blog scatta foto sfocate.